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Restauro di una cassapanca in castagno massello primo ‘900

Cassapanca in legno di castagno massello, prima metà XX° secolo, Sant’Arsenio, SA.

Stato di fatto prima dell’intervento

Il mobile presenta superficialmente una vernice color testa di moro che nasconde/mitiga le numerose stuccatura sottostanti. Nel/gli interventi precedenti si è lavorato per ottenere una superficie esterna omogenea e lucida, quindi è probabile che questa sia stata.
La cornice superiore non è originale. La tavola superiore presenta un evidente imbarcamento che si manifesta nel distacco tra la tavola originale e una tavola aggiunta in un precedente intervento.

L’intervento

La prima operazione è stata la rimozione della vernice sintetica presente utilizzando uno sverniciatore liquido per sciogliere la vecchia vernice e lana d’acciaio per eliminarne i residui.
Sono allora risultate evidenti le numerose stuccature presenti.
La successiva operazione è stata la rimozione di queste stuccature (stucco all’acqua generalmente utilizzato per le murature): si è proceduto ad una rimozione meccanica utilizzando un cutter per le parti di maggiori dimensioni e il bisturi per le finiture.
La falegnameria necessaria ha riguardato due principali problematiche: l’ancoraggio piedi-fondo e il rifacimento di una tavola del piano superiore. Gli interventi che hanno riguardato la parte bassa della cassa sono consistiti in una rimozione dei chiodi (numerosi) inseriti tra fondo e piedi per favorirne l’ancoraggio ed in un successivo incollaggio degli stessi.
Per quanto riguarda in piano superiore si è deciso di rifare la tavola (non originale) nella zona di chiusura del piano. Ho deciso di sostituire questa tavola perchè ho cercato di ripristinare il sistema di chiusura originario e per fare questo era necessaria una tavola di lunghezza maggiore.
Tutti gli incollaggi necessari sono stati realizzati con colle animali.Le stuccature invece a gommalacca.Per la finitura si è scelta un tipo di protezione ritenuto adatto allo stile rustico del mobile la lucidatura del mobile a cera con impiego della gommalacca come turapori.

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